martedì, Ottobre 13, 2026
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Latte:tregua violata, blitz a cisterna

Buttati sull’asfalto migliaia di litri di prodotto appena munto

Violata la tregua siglata nelle prove di intesa tra industriali e pastori per il prezzo del latte ovino in Sardegna. Nuovo blitz ad una cisterna che trasportava il latte a Cuglieri (Oristano). Migliaia di litri sono finiti sull’asfalto. Secondo quanto apprende l’ANSA l’autista sarebbe stato fermato e costretto ad aprire il rubinetto. Il video del latte gettato sta facendo il giro delle chat.

IL NO DEI PASTORI AI 72 CENTS SUI SOCIAL – Sembra già naufragare la bozza di intesa sui 72 centesimi al litro per remunerare i pastori per il conferimento del latte ovino nei primi mesi della stagione lattiero-casearia. La proposta messa sul tavolo di filiera con il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio non piace ai pastori che nelle campagne continuano a gettare il latte a terra, piuttosto che venderlo per la trasformazione in Pecorino romano, il formaggio da grattugia che determina il prezzo del prodotto munto dalle pecore.

Sulle chat e sui social, da questa mattina continuano a girare video e il leit-motiv è sempre lo stesso: “No all’accordo, la battaglia prosegue”. C’è comunque attesa per l’esito della consultazione nelle campagne e nei presidi davanti ai caseifici, che determinerà la decisione sulla proposta di accordo. Nel frattempo continuano le iniziative di solidarietà alla lotta dei pastori: oggi a Siddi, nel Sud Sardegna, il Museo delle Tradizioni Agroalimentari ospita l’iniziativa “facciamo il latte con i pastori”.

SALVINI, CI STIAMO AVVICINANDO ALL’ACCORDO – “Il primo messaggio che ho ricevuto quando mi sono alzato stamattina è quello quello di un pastore con cui stiamo lavorando da ore e ore, però ci stiamo avvicinando e sono contento perchè questa è la politica concreta, non la filosofia”. Lo ha detto, in merito alla vertenza del latte dei pastori sardi, il ministro dell’Interno Matteo Salvini alla Maddalena prima tappa del suo tour elettorale di sei giorni in Sardegna, in vista delle regionali del 24 febbraio.

Sulla vertenza dei pastori sardi “non abbiamo attuato la repressione ma il dialogo: siamo partiti da 60 centesimi al litro poi 65, 70 e 72; ci siamo visti a Roma e a Cagliari e ci vedremo nelle prossime ore. Spero che le posizioni si avvicinino ulteriormente”. Lo ha detto al Tg di Videolina il ministro dell’Interno Matteo Salvini alla Maddalena, prima tappa della sua sei giorni elettorale in Sardegna. “Come governo ci abbiamo messo l’impegno ma anche i soldi e quindi conto che nelle prossime ore le posizioni degli industriali e degli allevatori si avvicinino definitivamente e si torni a mungere e a fare formaggio – ha ribadito – Poi sicuramente in futuro bisogna vigilare perché non ci siano gli errori del passato”.

COLDIRETTI, NELLA BOZZA SERVE CLAUSOLA DI GARANZIA– “Bisogna inserire una clausola che garantisca di raggiungere l’obiettivo di un euro per il prezzo del latte pagato ai pastori da parte degli industriali che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione”. Lo dice la Coldiretti che sottolinea: “E’ necessario ora che sulla bozza di accordo sul prezzo del latte ovino in Sardegna si pronuncino i pastori impegnati da dieci giorni in una dura vertenza.

L’acconto iniziale di 72 centesimi al litro è peraltro motivo di insoddisfazione perché si trova sotto i costi variabili medi di produzione certificati dal recente studio Ismea elaborato per far luce sulla crisi del settore”. Secondo Coldiretti non mancano però risvolti positivi nell’accordo, “come la volontà di inserire la presenza dei pastori nell’amministrazione del Consorzio di Tutela, con l’attuale gestione che si è dimostrata inadeguata nello svolgere i compiti di valorizzazione, e la nomina di un Prefetto per verificare eventuali errori e violazioni ma anche per controllare la legalità delle operazioni di ritiro del pecorino da destinare agli indigenti con le risorse pubbliche”.

“Importante – precisa la Coldiretti – è anche l’impegno per il passaggio delle quote di produzione ai pastori e il monitoraggio del rispetto dei livelli produttivi di produzione il cui superamento è stata la causa principale della crisi”. “Va riconosciuto infine – afferma ancora la Coldiretti – l’impegno del Governo e della Regione Sardegna che per questa operazione hanno messo sul piatto per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato e anche quello delle catene distributive”. “La bozza di accordo – conclude la Coldiretti – riguarda 12 mila allevamenti della Sardegna dove pascolano 2,6 milioni di pecore, il 40% di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop). In gioco c’è il futuro di migliaia di famiglie, di un settore economico strategico per il Made in italy e per l’intera Sardegna dove il 70% del territorio è destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento”.

PACI, MARTEDI’ 19 INCONTRO CON LE BANCHE – Martedì mattina, 19 febbraio, è in programma una riunione con tutti gli istituti bancari coinvolti sul tema del prezzo del latte e nello stesso giorno la Giunta approverà una delibera per tracciare il percorso con l’obiettivo di portare il prezzo del latte oltre l’euro. Ad annunciarlo è l’assessore al Bilancio della Sardegna, Raffaele Paci, facendo il punto su quanto emerso ieri al termine della riunione in prefettura a Cagliari con il ministro dell’Agricoltura Gianmario Centinaio.

“Settantadue centesimi al litro non è il prezzo definitivo ma un acconto minimo, un nuovo punto di partenza della trattativa – ha aggiunto – non vogliamo perdere neanche un minuto e anche oggi stiamo lavorando per arrivare prima possibile alla soluzione più vantaggiosa per i nostri pastori”.Ecco cosa accadrà da qui a ottobre prossimo: a fine maggio primo step col controllo dei prezzi, a ottobre definizione del prezzo finale sulla produzione novembre 2018-ottobre 2019.

“A quel punto si determinerà il prezzo finale, che varrà per tutta l’annata e dunque avrà effetto retroattivo sua tutta la produzione precedente”, ha spiegato il vicepresidente della Regione. Prossime azioni della Giunta saranno il ritiro delle forme di pecorino romano per 10 milioni di euro, il che significa fra i 15mila e i 20mila quintali di formaggio che sarà messo a stagionare. “Martedì in Giunta – ha concluso Paci – sarà approvata la delibera che ci permetterà di essere immediatamente operativi.

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